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Alimentazione e salute: fai davvero attenzione a quello che mangi?

Intervento a cura del dr. Massimo Bonucci.

Ciò che mangiamo tutti i giorni è la nostra fonte di proteine, vitamine, e minerali quindi di energia vitale. Senza alimentarsi non viviamo. Ecco perché è importante introdurre la giusta quantità di cibo, ma altrettanto giusto sapere che quello che introduciamo può anche essere fonte di disregolazione a tutti i livelli.

E’ chiaro che tutto ciò che introduciamo entra a far parte del ciclo cellulare con azione positiva ma purtroppo a volte negativa.

Considerando che qualsiasi sostanza va ad interferire con il sistema cellulare, possiamo comprendere come sia possibile che possano modificare numerosi meccanismi vitali. Ad esempio gli aumentati livelli di pesticidi nelle verdure possono danneggiare/promuovere meccanismi cellulari che portano alla formazione di cellule alterate.

Si deve cercare, allora, di controllare il più possibile la filiera della provenienza di questi prodotti e scegliere quelli che garantiscono una assoluta assenza di pesticidi (chiamati anche interferenti).

Tutto questo serve per quella che noi consideriamo prevenzione attiva. Più i nostri elementi sono sani più noi siamo sani.

Dobbiamo controllare sempre più gli elementi costitutivi di alimento che introduciamo nel nostro organismo, anche di quei prodotti che consideriamo “sani”.

Bisogna cominciare a comprendere l’importanza della “restrizione calorica”. Tutto ciò che mangiamo si trasforma in energia e questa energia o la consumiamo (in parte l’essere vivente la utilizza per la propria esistenza) oppure andrà ad essere “accantonata”, creando quella che indichiamo come “infiammazione silente”. Quando l’infiammazione silente comincia ad essere consistente diventa cronica.

Ecco perché un’alimentazione corretta deve essere supportata dal movimento giornaliero.

Quando si parla di alimentazione corretta si intende inoltre l’uso di alimenti che tendono a ridurre la caratteristica infiammazione. Parliamo delle spezie, ovvero quelle sostanze estratte da piante, che hanno la capacità di interferire con quei meccanismi alla base dell’infiammazione.

La curcuma è proprio una delle spezie più importanti che anche da sola può giocare un ruolo importantissimo nel prevenire gli stati infiammatori.

Nei paesi dove viene usata in maniera sistematica, si rileva una riduzione delle malattie cronico-degenerative.

Il suo uso costante giornaliero porta nel tempo ad un vantaggio in termini di salute globale, dalle articolazioni, al cervello, all’intestino, al cuore, ai polmoni, al cervello. In tutti questi organi la curcuma può dare il suo contributo antinfiammatorio.

Certo è che non sempre l’assunzione è facile, come non lo è nemmeno il suo assorbimento. Ci sono alcuni accorgimenti che ne migliorano l’assorbimento. Quando questo, comunque, non è adeguato, un buon supporto di integrazione è possibile ad a volte auspicabile.

Esistono varie preparazioni che ne aumentano l’introduzione e l’assorbimento. Fra le migliori sono la formazione di macroparticelle fitosomiche naturali. Questo tipo di preparazione comporta un’alta biodisponibilità della curcumina, principio attivo della curcuma, così che si esplicherà a pieno l’azione antinfiammatoria della molecola.

Dobbiamo iniziare ad avere più consapevolezza dell’importanza della prevenzione così si garantirà una migliore aspettativa di vita a tutti.

 

Prof. Dr. Massimo Bonucci

Oncologo e Presidente di ARTOI (Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate)

 

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